Laboratorio Sociale 2 Ottobre 2018

Laboratorio sociale 1/10

LE ACLI NEL DIFFICILE MOMENTO CHE STA VIVENDO IL NOSTRO PAESE

Avviato all’interno delle ACLI di Como un dibattito sulla situazione politica e sul ruolo dell’associazione in un contesto politico, economico e sociale sempre più difficile. I contributi degli aclisti verranno inviati a tutti i destinatari di Laboratorio Sociale.

Il presidente delle ACLI di Como ha recentemente inviato a tutti i dirigenti una sua comunicazione in cui esprime una forte preoccupazione per la situazione complessiva del nostro Paese e del mondo intero e molti dubbi su come la nostra associazione, a livello locale e nazionale possa confermarsi all’altezza della sua ragione d’essere e della sua storia.

“Credo, continua Cantaluppi, che questo sentimento di smarrimento e di apprensione sia condiviso dalla gran parte di noi, noi delle ACLI, noi del cattolicesimo democratico, noi della dottrina sociale della Chiesa.

Vorrei quindi cercare di trovare insieme una o più risposte alle tante domande che riguardano il futuro dell’Italia e capire quale contributo le ACLI, a qualsiasi livello, possono dare, con la loro storia, la loro presenza territoriale, la presenza dei loro servizi sociali.

E questo in un contesto in cui pare sempre più precaria la stessa ragion d’essere dei corpi intermedi e sempre più affievolita la loro capacità di incidere e addirittura di acquisire il consenso degli stessi associati. Vale per noi, ma anche per il mondo sindacale e per l’associazionismo economico, culturale, ricreativo, sociale, cattolico e laico. Vale per la Chiesa stessa, se è vero che il consenso dei praticanti è coerente con i dati dei risultati del voto e successivi sondaggi.

Con tutto questo scenario dobbiamo fare i conti, continua il presidente, come organizzazione sociale complessa che vive confrontandosi con la politica, con le amministrazioni, con i bisogni della gente intercettati in primo luogo dai nostri servizi sociali”.

Cantaluppi conclude: “ritengo che un passaggio fondamentale per la nostra associazione sia proprio il confronto e il dialogo, ecco perché chiediamo a ciascuno un contributo che metta a tema, oltre all’analisi della situazione, una riflessione sul futuro della nostra organizzazione nel contesto che ci sarà dato di vivere”.

C’è la consapevolezza un discernimento su queste tematiche non possa essere avviata e svolta a colpi di tweet, ma richieda confronto e approfondimento delle idee.

La sollecitazione del presidente ha già indotto diversi dirigenti a inviare un loro pensiero in forma scritta: questi testi saranno trasmessi a tutti gli interlocutori interni ed esterni che leggono questa edizione di Laboratorio Sociale a partire dai prossimi giorni con una e-mail dedicata. Mano a mano che i contributi perverranno verranno ugualmente inoltrati. Il dibattito su questo tema sarà alla base di un Consiglio Provinciale aperto che è previsto nel tardo autunno.