Laboratorio Sociale 15 Febbraio 2019

Laboratorio sociale 1/2

RICIRCOLO – ANIMARE LA COMUNITÀ PER RIMETTERE IN CIRCOLO ENERGIE

Ma come possiamo, oggi, ascoltare i territori? Come intercettare vecchi bisogni espressi in nuovi modi? E come comprendere nuovi bisogni espressi in modi che ancora non conosciamo?

Anche quest’anno ha preso avvio nel mese di novembre il progetto che viene finanziato con i fondi 5×1000. Grazie alle donazioni raccolte nel 2016, la nostra sede provinciale ha definito un obiettivo che andrà necessariamente ad intercettare più anni di progettazioni: riavvicinarci alla comunità, tornare ad animare (o a volte ri-animare) quei territori in cui quotidianamente viviamo e, di conseguenza, rigenerare la vita associativa delle Acli facilitando e sviluppando processi già attivi e sostenendo le strutture di base.

Più volte negli ultimi anni abbiamo verificato una sempre crescente difficoltà ad aggregare le persone. È un fenomeno che non riguarda solo la nostra associazione, ma anche la gran parte delle organizzazioni che operano nel territorio nazionale.

Più volte ci siamo chiesti chi prenderà il nostro posto, cosa accadrà tra qualche anno… Negli ultimi due anni, in particolare, come sede provinciale abbiamo sentito la necessità di cominciare a fare.

Ma fare cosa? Innanzitutto formarci e produrre pensiero: cogliendo la proposta della sede nazionale, lo scorso anno abbiamo aderito alla scuola di formazione per “animatori di comunità”, avviata presso la scuola centrale di formazione Livio Labor delle Acli a Roma, individuando, nel metodo dell’animazione di comunità, una possibile via per il nostro futuro.

In secondo luogo abbiamo partecipato ad una formazione regionale sul tema dello sviluppo associativo, gestito da uno studio di consulenza esterno, lo “Studio Idee” di Mantova. Da queste esperienze abbiamo portato sul nostro territorio quanto imparato, ed abbiamo chiesto allo studio di consulenza di aiutarci a comprendere meglio in che direzione andare.

Abbiamo attivato, anche a Como, momenti di consulenza, formazione e confronto sul metodo dell’animazione di comunità, avviando anche un gruppo di lavoro in cui potessimo trovarci e confrontarci sugli scenari che in questo momento sono presenti nei nostri territori e sulle possibilità di inserimento negli stessi, attraverso degli strumenti che siano più possibile fruibili ed efficaci.

Abbiamo condiviso che il modo di fare le Acli di ieri e di oggi (già molto diversi tra loro), non sarà quello di domani, a cui dobbiamo prepararci seminando da subito.

Ma cos’è, quindi, l’animazione di comunità? Come si può definire un animatore di comunità?

Innanzitutto bisogna chiarire che cosa intendiamo quando diciamo comunità: con questo termine vogliamo indicare i gruppi di persone che abitano i nostri territori, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità, pregi e difetti. Tanto più faremo riferimento a territori piccoli, quanto più sarà facile individuare la comunità di appartenenza.

Provando a dare una definizione, l’animatore di comunità è un operatore che promuove e tutela i processi di attivazione del potenziale ludico, culturale, espressivo e relazionale sia dell’individuo, che del gruppo che fa riferimento ad una determinata collettività.

L’animazione di comunità è ciò che gli animatori di comunità sono chiamati a fare, ma è anche ciò che i Circoli Acli fanno da sempre. Gli animatori di comunità nelle Acli, sono un supporto ai Circoli nell’ideazione di percorsi e iniziative, nel coinvolgimento delle persone, nella costruzione di connessioni con il territorio.

È così, quindi, che ha preso le sue prime mosse il progetto “RiCircolo” (Ri-mettere in circolo energie), che si propone di innescare processi di animazione di comunità. Il gruppo di lavoro, costituito da una ventina di persone intere ed esterne alle Acli, nato dalla consulenza (che si concluderà all’inizio di marzo 2019) continuerà a lavorare sul tema e sul territorio, avviando anche delle sperimentazioni, con la supervisione della scuola centrale per animatori.

Partecipando alla scuola, infatti, gli strumenti e le tecniche appresi nella sede centrale saranno messi in condivisione e sperimentati insieme, non solo nel nostro territorio, ma anche costituendo dei gruppi più allargati in collaborazione con le Acli Milanesi di Monza e della Brianza, Varese, Bergamo, Torino e dei territori che verosimilmente potranno partecipare a questi momenti.

Nei prossimi giorni, alcuni animatori contatteranno i circoli per conoscerli, incontrarli e mettersi a disposizione. Verranno raccolti dati attraverso delle interviste, che saranno utili per conoscerci meglio e ripartire dai circoli e da come essi vivono e sono vissuti nel proprio territorio. I dati raccolti verranno res il consiglio provinciale e per tutti coloro che sono interessati, da cui far nascere qualche sperimentazione con chi lo desidererà. Già, perché uno degli aspetti principali dell’animazione di comunità, è proprio il desiderio, inteso come motivazione profonda, spinta appassionata verso il cambiamento.

Il nostro desiderio, come animatori di comunità, è di metterci a disposizione delle persone, dei circoli, di coloro che sono interessati a questo tema, delle strutture, dei servizi, per provare insieme a stare nei quartieri, nelle periferie, nelle città e nei paesi che sono il vero e proprio tessuto da cui le Acli trovano il senso di esistere.

Sara Picone, consigliere provinciale ACLI COMO