Laboratorio Sociale 22 Marzo 2019

Laboratorio sociale 1/3

PARLIAMO DI EUROPA

Alcune considerazioni sulle indicazioni di voto delle ACLI nazionali per lo sviluppo dell’Unione Europea contro i nazionalismi e i populismi. Inizio di un percorso comasco di approfondimento sui temi al centro delle elezioni di maggio.

Tra i temi che appassionano tradizionalmente gli aclisti e la loro area di riferimento, il lavoro, la giustizia sociale, la pace, l’accoglienza, a prima vista quello delle sorti dell’Europa potrebbe parere uno dei meno attrattivi. Le vicende che il continente ha vissuto in particolare nell’ultimo decennio, la crisi e l’austerità, l’insorgere dei populismi nazionalisti, la Brexit, e complessivamente le forme e i riti del governo della Comunità non hanno contribuito a far crescere la voglia di Europa, nemmeno tra di noi.

Nonostante questo non è un caso o un errore il fatto che il Movimento, nazionale e a tutti i livelli territoriali, abbia messo le elezioni e il senso e il destino dell’Unione al centro della propria attenzione e azione sociale e politica. E che non lo faccia promuovendo una generica propaganda partecipazionista, per contrastare la tendenza all’astensione, ma rivolgendo agli italiani e agli europei un invito a recarsi alle urne per “votare i candidati e i partiti che abbiano a cuore” alcuni principi.

Per identificare questi principi e nel contempo dare ragione del nostro impegno, si possono fare alcune considerazioni. La prima di ordine storico: l’aggregazione, la frequentazione, la messa in comune di risorse e progetti ha fatto sì che un lungo periodo di pace e di progresso, per il continente e per il mondo, abbia permesso che vi fossero le premesse necessarie per lo sviluppo dell’economia, della giustizia sociale e della democrazia. Della libertà. Non dobbiamo mai dimenticare che, nonostante le pecche e le gravi problematiche che sono evidenti, senza l’Europa la storia e le relazioni tra gli stati e tra i popoli avrebbero avuto uno sviluppo diverso e non certo più facile. A emblema di quanto sia stato importante aprire le frontiere e permettere, in particolare ai giovani, di conoscersi, scambiare esperienze e vissuti mi piace ricordare la storia ormai consolidata di Erasmus e degli altri progetti che hanno coinvolto milioni di ragazzi e non solo.

Da un secondo punto di vista dobbiamo prendere in considerazione l’esigenza di avere, in questa epoca di globalizzazione, la presenza di un soggetto forte e coeso che si confronti economicamente e politicamente con gli Stati Uniti, la Russia e con le nuove potenze asiatiche. Un soggetto che abbia i numeri e la capacità di dialogare con loro avendo i punti di forza nella sua dinamicità economica e produttiva, ma anche in modelli di organizzazione sociale che vedono nella persona il motore della storia e si traducono in ricerca del benessere dei cittadini, in protezione del lavoro e dei lavoratori, in welfare. Un soggetto che nel contempo non si richiuda su sé stesso, perché una società aperta e laboriosa è la miglior garanzia di pace e sviluppo. E questo si può fare rivedendo molte delle politiche economiche e sociali del recente passato, ma non allentando, anzi incrementando i legami e la cooperazione, interna, ma anche internazionale.

Infine è particolarmente importate rilevare la peculiarità di questa fase in cui i principi fondanti, quelli che erano alla base del pensiero dei promotori della Comunità, vengono contrastati da soggetti politici presenti in tutte le nazioni, ma che in alcune hanno preso il sopravvento. E quanto sia quindi decisivo il nostro impegno in campagna elettorale contro le diverse forme di sovranismo e populismo, compresi quelli che ora detengono la maggioranza nel nostro Paese. Con una particolarità italiana, dove questa scadenza viene anche giocata come ulteriore occasione di scontro per determinare una supremazia tra le parti, antitetiche tra loro, che governano in questo momento il nostro Paese.

In sintonia con l’esortazione che le ACLI nazionali hanno lanciato ad “impegnarsi partecipando al dibattito pubblico e offrendo occasioni di studio e di approfondimento popolare” le Acli comasche, insieme ad Azione Cattolica, CdO, Confcooperative e Forum Famiglie promuovono alcuni incontri sull’Europa, rilanciando l’esperienza di confronti pubblici tenuti, a partire dal 2017, su problemi di attualità culturale, sociale e politica. Il tema è “Un nuovo inizio per la Comunità Europea?”.

Dopo una prima occasione promossa il 23 marzo per iniziativa dei giovani del Laboratorio Bene Comune e sostenuto dalle cinque sigle citate, che ha visto la partecipazione del giornalista Gianni Borsa, è previsto un secondo incontro venerdì 29 marzo alle ore 18.30. Abbiamo chiesto un contributo a Luca Jahier Presidente del Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese), organo consultivo dell’Ue e di rappresentanza delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro. Jahier ha una lunga militanza nelle ACLI, di cui è stato presidente del Consiglio Nazionale. Sono previsti due interventi centrati sulle problematiche del mondo del lavoro e dell’economia a cura di Mauro Frangi, aclista presidente di Confcooperative Insubria e di Gerardo Larghi, anche lui componente del Cese. Si aprirà quindi il dibattito.

Il programma verso le elezioni europee prevede altri incontri tra fine aprile e metà maggio.

Giorgio Riccardi, Presidente Consiglio Provinciale ACLI Como