Laboratorio Sociale 21 Novembre 2018

Laboratorio sociale 2/11

LA FEDELTA’ AI POVERI

I poveri, i fratelli materialmente e spesse volte spiritualmente più bisognosi che incontriamo sul nostro cammino, sono per noi un segno prezioso, che ci fa incontrare le nostre povertà e che ci fa entrare una volta di più nel mistero di Dio e nella sua vera ricchezza, l’Amore, la Misericordia.

“L’ispirazione cristiana e la dimensione popolare determinano il modo di intendere e di riattualizzare la storica triplice fedeltà delle ACLI: ai lavoratori, alla democrazia, alla Chiesa. Al punto che nel contesto attuale, in qualche modo si potrebbe dire che le vostre tre storiche fedeltà – ai lavoratori, alla democrazia e alla Chiesa – si riassumono in una nuova e sempre attuale: la fedeltà ai poveri”. Con queste parole di papa Francesco a far da filo conduttore alla nostra riflessione, abbiamo vissuto l’ormai consueto appuntamento con la due giorni di spiritualità e convivialità promossa dalle nostre Acli provinciali insieme alle Acli di Sondrio.

Sabato 27 ottobre, appena giunti in quel di Bologna, il nostro piccolo drappello di aclisti si è incontrato con don Giovanni Nicolini, assistente nazionale del movimento. La sua figura e la sua storia precedono le sue parole e don Giovanni è riuscito a parlarci di poveri e fedeltà ai poveri solamente richiamando episodi della sua memoria, talvolta semplici, eppure sempre cruciali, capaci di incidere nel suo cuore e nelle sue azioni, proprio come la vita sa fare con ciascuno di noi. Alla fine, come spesso capita, i fili si riannodano al centro, e il centro sta nella scoperta che tutti noi siamo poveri, affamati mendicanti di senso; sta nel fatto che Dio stesso è povero, e lo mostra nel Figlio, nella sua croce; sta nel fatto che i poveri, i fratelli materialmente e spesse volte spiritualmente più bisognosi che incontriamo sul nostro cammino, sono per noi un segno prezioso, che ci fa incontrare le nostre povertà e che ci fa entrare una volta di più nel mistero di Dio e nella sua vera ricchezza, l’Amore, la Misericordia.

Tema forte dell’intervento di don Giovanni è stato la dimensione della salvezza e quindi della speranza, che si allarga ad ogni uomo: non è possibile che alla gioia eterna e al compimento in Dio manchi qualcuno all’appello. Non sono mancate incursioni nella situazione politica e, ovviamente, nel compito che le Acli hanno in questo frangente storico: senza tracciare percorsi a priori, don Giovanni ci ha stimolati a camminare, a discernere il tempo presente con i suoi segni sullo stile di quanto ci insegna “l’Argentino che sta a Roma”, a non fermarci, ad avere fiducia nella Parola e nell’azione di Dio e a renderle fragorosa e visibile con le nostre voci e con le nostre scelte.

L’incontro con un uomo della grandezza spirituale di don Giovanni non poteva che essere provocatorio, interpellante, e non ha mancato di suscitare domande e riflessioni, in un dialogo fraterno e franco che si è interrotto solo poco prima della S. Messa.

Ritornando alle nostre attività consuete, come sempre la due giorni diventa per noi un punto di forza e di stimolo per la quotidianità. In continuità con la riflessione dell’anno scorso, a Padova, sull’Evangelii Gaudium, quella della fedeltà ai poveri è soprattutto una sfida da cogliere.

La riflessione delle Acli nazionali e regionali in questo 2018 che si va concludendo verte sul tema del discernimento. Vivere il discernimento oggi per gli aclisti significa lasciarsi interpellare dalle persone che incontrano, dai poveri con cui condividono un pezzo di strada. Significa rinnovare quella opzione preferenziale per i poveri che è profondamente evangelica e rivelativa di Dio. Significa costruire con fantasia percorsi di aiuto e di liberazione per tutti. Significa, in altre parole, essere aclisti fino in fondo. Ci auguriamo che quanto lungo l’anno faremo ci possa aiutare a riscoprirci davvero tali.

Don Gianpaolo Romano, Assistente Spirituale ACLI di Como