Laboratorio Sociale 14 Dicembre 2018

Laboratorio sociale 3/12

SI AVVICINA IL NATALE, UNA RIFLESSIONE CHE VOGLIO CONDIVIDERE

Oggi, nel nostro momento storico, ci domandiamo che cosa rappresenta per noi il Natale. Il Natale è questo Gesù che è venuto al mondo, rifiutato e povero, per dirci che Lui si manifesta tra loro: i rifiutati, i poveri, gli emarginati.

Riflettiamo sulla storia di Maria e Giuseppe che si incamminano in attesa della nascita del piccolo bambino Gesù. Maria e Giuseppe sono due persone che vanno a registrarsi a Betlemme, si incamminano per un lungo viaggio nella precarietà data anche dallo stato di attesa di Maria. Sono due persone semplici, vengono da un paese molto lontano. Hanno bisogno di registrarsi perché alla fine è l’unico modo per avere una loro identità di famiglia. In questo spostamento sono soli, arrivano in città e nessuno li accoglie e dovranno accontentarsi di una grotta dove riposare e far nascere il bambino. Maria e Giuseppe, che sono in condizioni di estrema povertà e fragilità, sono costretti, in seguito, a trasferirsi in altro paese col piccolo Gesù per sfuggire alle persecuzioni di Erode. Divengono profughi, esiliati e questo li accomuna a molte persone e famiglie del nostro tempo.

Oggi, nel nostro momento storico, ci domandiamo che cosa rappresenta per noi il Natale. Il Natale è questo Gesù che è venuto al mondo, rifiutato e povero, per dirci che Lui si manifesta tra loro: i rifiutati, i poveri, gli emarginati e che è venuto, innanzitutto per loro, ad annunciare la Buona Novella. Ci dice che noi lo riconosceremo, lo incontreremo solo incontrando ed accogliendo queste persone. Ma c’è un altro aspetto importante che non dobbiamo dimenticare. Nel nostro cammino per incontrare concretamente Gesù abbiamo bisogno di aiuto: innanzitutto di una stella come la cometa dei Magi che segni la strada (un ascolto profondo e quotidiano della Sua parola) e poi dell’aiuto dei nostri fratelli, le persone che incontriamo quotidianamente che come angeli ci accompagnano, ci consigliano e concretamente si fanno carico dei pesi che non riusciamo a portare. La fratellanza, la condivisione è l’unico modo per arrivare alla salvezza. Nessuno potrà incontrare il Signore nell’isolamento ma solo riconoscendolo in una relazione di amore e di solidarietà. Costruiamo ponti e non barriere e confini perché l’amore non ha confini e non può essere rinchiuso in scrigni dorati.

Il Natale non deve essere solo un fatto rituale bensì un modo autentico di vivere la nostra fede che richiama ad una necessaria coerenza di vita.

Al termine di questa mia breve riflessione il mio sincero Augurio di Buon Natale e di un Sereno Anno Nuovo.

Emanuele Cantaluppi, presidente provinciale ACLI COMO