Laboratorio Sociale 20 Febbraio 2020

Laboratorio sociale n.2 febbraio 2020

AL SERVIZIO DEI CITTADINI GUARDANDO AL FUTURO

I servizi “storici” delle ACLI: Patronato, Enaip e CAF necessitano di impegno costante e di adeguate competenze, sia tecniche che politiche, per stare al passo coi tempi e rispondere sempre più in modo efficiente ed efficace ai bisogni dei cittadini, soprattutto delle fasce più deboli della società. 

Negli ultimi anni il Patronato ACLI ed il CAF (Centro di Assistenza Fiscale), per diversi motivi, hanno dovuto affrontare diversi cambiamenti che hanno interrogato il loro modo di operare. In particolare il Patronato, sottoposto a continui interventi legislativi che ne hanno minato la sostenibilità economica e finanziaria, ha attraversato un periodo di profondo cambiamento organizzativo. Ma anche le ACLI Service territoriali (che gestiscono il CAF) sono state continuamente toccate da nuovi provvedimenti di riorganizzazione dell’attività dell’Amministrazione fiscale che, nel corso del tempo, hanno messo in crisi diverse realtà sul territorio nazionale.

Innanzitutto occorre chiarire che il problema più importante da affrontare non è quello dei tagli alle risorse pubbliche che vengono destinate ai nostri servizi. Certo la questione è importante, soprattutto per il Patronato, perché mette in discussione profondamente il ruolo non solo dei nostri servizi, ma anche della nostra associazione: il fatto, cioè, che nella nostra società possano continuare a svolgere il loro ruolo i cosiddetti “corpi intermedi”, capaci di rispondere in modo serio ai bisogni delle persone e di produrre coesione sociale. Da questo punto di vista una riforma dei servizi pubblici che punti ad un rapporto diretto Pubblica Amministrazione e cittadino evidentemente svalorizza il ruolo che egregiamente è stato svolto dai Patronati e dai CAF ed, in generale, dal Terzo Settore, che negli ultimi due decenni ha svolto, insieme alla famiglia, il ruolo di grande ammortizzatore sociale.

Stiamo faticosamente uscendo da una situazione molto difficile sul piano economico finanziario, soprattutto del livello nazionale dell’associazione. Il tempo che viviamo necessità di investimenti sul piano economico, tecnologico ed anche umano.

Per guardare al futuro occorre partire dai punti di forza del nostro sistema associativo: il radicamento territoriale e cioè la nostra presenza capillare sul territorio ed il volontariato, fatto di centinaia di persone che gratuitamente mettono a disposizione della comunità, e dell’associazione, tempo e risorse. Partendo da questo si può tentare di evidenziare alcuni processi, che potrebbero essere messi in atto a livello locale:

  • Aumentare l’imprenditorialità, cambiare la mentalità soprattutto di chi opera nei nostri servizi: attivarsi sia nei confronti del cliente/cittadino che della famiglia, delle istituzioni;
  • Aumentare la produttività e l’efficacia del nostro agire, anche attraverso l’adozione di nuove metodologie ed a periodiche verifiche e valutazioni;
  • Intensificare le sinergie di sistema: le ACLI sono un grande contenitore fatto di diverse esperienze associative e di servizio, che fanno ancora fatica a dialogare e confrontarsi.
  • Innovare la nostra offerta di servizi esplorando campi nuovi sia in campo lavoristico e fiscale che nel nuovo welfare. Ciò diventa indispensabile nel momento in cui avvengono i tagli, ma si vogliono assicurare i livelli occupazionali.

Questi sono processi che debbono essere accompagnati da un serio investimento sulla formazione sia degli operatori sia dei dirigenti politici/associativi. Questo vuol dire anche valorizzare l’apporto dei lavoratori che, d’altra parte, dovrebbero sentirsi di più parte dell’associazione.

Per quanto riguarda Enaip Lombardia, pur nelle difficoltà dovute alla riduzione generale delle risorse, questo quadriennio ha confermato l’importanza della formazione professionale e dell’offerta di servizi formativi e per il lavoro rispondenti ai bisogni dei giovani e delle famiglie. I Centri di Como e Cantù hanno continuato a operare negli ambiti su cui avevano in passato consolidato le loro competenze: la formazione per la qualifica, l’alta formazione, la formazione continua e l’apprendistato: i settori più interessati quello ristorativo e turistico, quello del legno arredo, quello dei servizi alla persona. I servizi alle persone in difficoltà occupazionale e a quelle deboli nel mercato del lavoro, come i disabili e gli stranieri di recente immigrazione, sono stati al centro dell’attenzione.

I Centri sono all’avanguardia nella sperimentazione del modello “duale” di formazione, attraverso il crescente utilizzo dei nuovi contratti di apprendistato per il conseguimento della qualifica professionale definiti dal D. Lgs. 81/2015. La norma prevede che i giovani iscritti ai corsi di formazione professionale, dal secondo anno in poi, possano essere assunti con un contratto di apprendistato dalle aziende per svolgere poi 500 ore di formazione presso una struttura formativa ed altrettante ore di formazione diretta in azienda. La sperimentazione favorisce quindi l’inserimento dei giovani nel lavoro, con una maggiore integrazione tra la formazione svolta nel centro di formazione e la formazione on-the-job in azienda.

Un tema importante per Enaip è quello del successo formativo che riguarda principalmente i corsi Istruzione e Formazione Professionale. I corsi triennali di formazione professionale hanno sempre avuto, nella loro evoluzione, un ruolo fondamentale nel recupero della dispersione scolastica. La proposta formativa, basata sull’imparare ad imparare, sull’esperienza concreta dell’operatività nei laboratori professionali, sul tirocinio come misura delle competenze acquisite e messa alla prova del rispetto delle regole del lavoro, ha costituito un fondamentale strumento per rimotivare e valorizzare molti giovani, insoddisfatti dai modelli di apprendimento prettamente scolastici. Anche l’alta percentuale di minori provenienti da famiglie straniere immigrate in Italia è segno della capacità dei corsi dei FP di accogliere ed integrare.

Nello stesso tempo i Centri Enaip Lombardia hanno una rete estesa di relazione con il mondo del lavoro. Nel corso degli anni più di 15.000 imprese lombarde hanno ospitato per periodi di tirocinio gli studenti dei corsi di Enaip Lombardia o sono state clienti di servizi della Fondazione. Tutti gli allievi dei secondi, terzi e quarti anni dei corsi di qualifica frequentano tirocini aziendali. Sul totale delle imprese hanno un peso rilevante le piccole imprese di alcuni settori industriali e del terziario, ma non mancano rapporti significativi con imprese di medie e grandi dimensioni.

In questi anni i servizi formativi e per il lavoro di Enaip Lombardia sono stati anche nel nostro territorio dei “servizi di prossimità”. Le nostre Sedi Formative sono luoghi aperti, dove si incontrano i bisogni delle persone e delle organizzazioni. Non siamo tra coloro che investono molto in immagine e poco nel servizio; crediamo che la migliore presentazione sia quella fatta dai giovani, dai lavoratori, dalle famiglie, dalle imprese che ci hanno conosciuto ed hanno utilizzato i nostri servizi. Puntiamo sulla creazione del valore attraverso le reti di relazione e di collaborazione sul territorio.

Silvia Camporini, membro Presidenza ACLI COMO