Laboratorio Sociale 18 Settembre 2019

Laboratorio sociale n.7 settembre 2019

DAL GOVERNO GIALLO-VERDE A QUELLO GIALLO ROSSO: QUALI CAMBIAMENTI?

In questa crisi d’estate il Presidente Mattarella è quello che ha tenuto “dritta la barra” accompagnando la nascita di un nuovo esecutivo: quello nato dall’accordo M5S e PD che dovrà dimostrare sul campo la capacità di affrontare e risolvere diversi problemi.

“L’Italia è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano partecipando con convinzione e responsabilità a un progetto europeo lungimirante, sostenibile ed equilibrato dal punto di vista ambientale, sociale e territoriale”. Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha iniziato il messaggio inviato al Forum Ambrosetti, svoltosi all’inizio di settembre in terra lariana, indicando così la “rotta” al nuovo governo Conte. Già nel suo discorso di presentazione alla Camera del programma il Presidente del Consiglio Conte ha voluto sottolineare il cambiamento dei toni rispetto all’esperienza precedente: “Io e tutti i miei ministri prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee. La lingua del governo sarà una lingua mite, l’azione non si misura con l’arroganza delle parole.”  Davvero un cambiamento radicale rispetto ai toni tracotanti (un misto di arroganza e di insulto volgare, di sprezzo e disprezzo) che hanno accomunato diversi esponenti del precedente governo ed, in primis, il capo della Lega.  Non va bene e non fa bene alla politica il tono urlante e arrabbiato, insultante e rancoroso; si è dato un cattivo esempio ai giovani, legittimando il bullismo, la violenza verbale ed il turpiloquio. Ben venga quindi (e ritorni) un linguaggio che incoraggi il confronto, inteso come elaborazione costruttiva del conflitto, e spenga lo scontro che punta a fare dell’altro un nemico da abbattere piuttosto che un interlocutore con il quale confrontarsi.

La crisi ha mostrato che il rapporto con l’Europa costituisce (ormai) il criterio discriminante nella formazione di convergenze e divergenze politiche. I partiti (vecchi e nuovi) non sono definiti dalla composizione sociale dei loro elettori (in questo hanno una parte di ragione quelli che sostengono che ormai “destra e sinistra” non esistono più), ma dalla prospettiva (europea o nazionale) che adottano per rispondere agli interessi di quegli elettori. Il precedente governo Conte è stato strabico in politica estera: con alcuni che guardavano ancora alla continuità dell’europeismo ed altri che si gloriavano di guardare al sovranismo, spostando l’Italia verso posizioni di marginalità irrilevante. Quando l’Italia ha abbandonato la sua tradizionale linea liberaldemocratica di politica estera per indirizzi di esibizionismo muscolare, di arroganza prepotente, di forzature, rompendo con i tradizionali alleati, ha subito umiliazioni, cocenti sconfitte e grave perdita di prestigio. Per questo abbiamo salutato con convinzione la nomina di Paolo Gentiloni alla Commissione Europea e le parole del Presidente del Consiglio che, presentando il programma, ha sottolineato come: “difendere l’interesse nazionale non significa abbandonarsi a sterili ripiegamenti isolazionistici”.  Certo occorre cambiare le regole del gioco anche in Europa: “Coesione e crescita sono gli obiettivi ai quali guardare e il necessario riesame delle regole del Patto di stabilità può contribuire ad una nuova fase, rilanciando gli investimenti in infrastrutture, reti, innovazione, educazione e ricerca.” (Presidente della Repubblica nel messaggio sopra citato).

Siamo quindi passati dal governo giallo-verde a quello giallo-rosso, un cambiamento che non può essere solo cromatico: il grande perdente di questo capovolgimento è sicuramente il capo della Lega Salvini, che ha provocato la crisi politica credendosi invincibile e che invece è caduto vittima del proprio gioco. Le due forze politiche (PD e M5S) si sono ritrovate unite dal pericolo Salvini: l’operazione è riuscita ma la legittimità della nuova coalizione sarà vincolata ai risultati di governo ed alla sua durata.

I fronti aperti sono molteplici: l’aumento delle disuguaglianze sociali (tema imprescindibile per le democrazie occidentali), la partecipazione al lavoro delle fasce deboli (giovani, donne), il rilancio forte e convinto del tema della formazione, della scuola e della ricerca (insomma delle competenze), il sostegno alle famiglie, il tema dell’immigrazione (con un approccio non più emergenziale ma strutturale), una azione coraggiosa ed innovativa sul tema dell’ambiente, la riforma elettorale (e non solo il taglio dei parlamentari), per non parlare poi dei temi strettamente economici quali l’alleggerimento del cuneo fiscale, il rilancio delle infrastrutture, la lotta all’evasione fiscale.  Su questi temi si dovrà valutare nei prossimi mesi, a partire dalla manovra economica, l’azione del nuovo governo.

Ma occorre nel frattempo dare gambe culturali e politiche alla nuova alleanza di governo affinché si consolidi un terreno comune. Un ruolo importante in questo senso può essere svolto da quelle forme associative che si ispirano al cattolicesimo democratico e sociale (tra cui le nostre ACLI): la stessa cultura politica del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Un cultura che viene da lontano da Sturzo e De Gasperi, da Dossetti e La Pira, da Lazzati e Moro, da Ruffilli e Scoppola, che ha coniugato un atteggiamento di serietà, compostezza, senso del dovere e discrezione (qualcuno direbbe il “grigio” del costume democratico) con un europeismo democratico-popolare fondato sulla dignità umana e sulla giustizia sociale.

Franco Fragolino, consigliere provinciale ACLI COMO

Nota ACLI COMO: Apprendiamo ad articolo pronto per l’inserimento online la notizia relativa all’uscita di Renzi dal Partito Democratico. Ci riserviamo di approfondire in un articolo sul prossimo numero le eventuali conseguenze di tale situazione, sia rispetto al nuovo governo che agli scenari politici che si vanno delineando.