Laboratorio Sociale 19 Novembre 2019

Laboratorio sociale n.9 novembre 2019

ECOLOGIA UMANA E INTEGRALE

“Come mai prima d’ora nella storia il destino comune ci obbliga a cercare un nuovo inizio”[1]. Con questo intento la Carta della Terra richiama ogni uomo e ogni donna a una svolta decisiva per l’umanità, che si caratterizzi per il rispetto della natura, la pratica dei diritti umani universali, la realizzazione della giustizia economica e l’assunzione della cultura della pace.

Tutto è in relazione e il mondo in cui viviamo è intimamente connesso. “Di questo universo la libertà umana si sente partecipe e capace di offrire il suo intelligente contributo verso un’evoluzione positiva”[2]. La storia può divenire un cammino di liberazione e amore oppure un percorso di decadenza e distruzione.

Di fronte alla crisi socio-ambientale che viviamo e dalla reazione del pianeta e dei popoli a una cultura dello sfruttamento e dello scarto, sentiamo la necessità di un’ecologia integrale che comprenda sia la dimensione umana e sociale che quella ambientale. Così proponiamo un nuovo «umanesimo ecologico», poiché è fondamentale cercare soluzioni integrali, che considerino le interazioni dei sistemi naturali tra loro e con i sistemi sociali[3].

“È per questa via che l’essere umano può arrivare a capire che la condizione di libertà che lo caratterizza non cancella, bensì esalta, la sua responsabilità – cioè il suo essere in relazione – rispetto a ciò che lo circonda”[4].

A questo riguardo è fondamentale l’attenzione allo stile di vita come segno di civiltà e risulta necessaria una testimonianza di cura, compassione e sobrietà, che riveli l’alleanza tra l’umanità e l’ambiente.

Le relazioni sociali ed economiche dell’uomo si articolano organicamente nell’azione politica, espressione della vita di ogni cittadino nella prospettiva del contributo partecipativo delle molteplici forze vive della società civile, assumendo così un concetto sostanziale di democrazia.

Infatti non può bastare la conversione dei singoli, ma si rende necessaria un’unione di forze nelle differenze di capacità e ruoli: “Le esigenze di quest’opera saranno così immense che le possibilità delle iniziative individuali e la cooperazione dei singoli, individualisticamente formati, non saranno in grado di rispondervi. Sarà necessaria una unione di forze e una unità di contribuzioni”[5]. Il cambiamento che si richiede per creare un dinamismo duraturo è soprattutto una conversione comunitaria.

L’azione politica è la prima chiamata a rimettere al centro la prospettiva del bene comune a tutti i livelli, a partire dalle periferie, passando per i paesi e le città fino alla comunità internazionale, abbandonando la logica miope dei risultati immediati per dare testimonianza di generosa responsabilità.

La politica richiede la partecipazione di tutti, una vera e propria cittadinanza attiva e disponibile ad assumersi impegni, anche rappresentativi, per mettersi a servizio della comunità umana e prendersi cura del pianeta.

Secondo il motto «pensare globalmente e agire localmente» ognuno di noi ha la responsabilità di informare e di informarsi per agire sul proprio territorio. Pensiamo che la realtà valga più dell’idea ed è essenziale iniziare sporcandosi le mani.

“Possa la nostra epoca essere ricordata per il risveglio di una nuova riverenza per la vita, per la risolutezza nel raggiungere la sostenibilità, per l’accelerazione della lotta per la giustizia e la pace, e per la gioiosa celebrazione della vita”[6].

Laboratorio Bene Comune

 

[1] Carta della Terra, L’Aja (29 giugno 2000)
[2] Papa Francesco, Laudato sì n.79
[3] Laudato sì n.139
[4] Vedi nota 3.
[5] Romano Guardini, Das Ende der Neuzeit, 72 (trad. it: La fine dell’epoca moderna, 66)
[6] Vedi nota 1