Aver cura del volontario: un percorso di appartenenza
Ottobre 2026
Si è tenuto presso il Csv di Varese il corso Aver cura del volontario-prospettive e prassi-, da sabato 21 marzo a sabato 6 giugno, cinque incontri in presenza condotti da Elena Zulli e Francesco Beretta. Presenti i volontari di una quindicina di associazioni tra cui Famiglie in Cammino per la quale l’ho seguito.
Il corso è risultato dinamico e vivace grazie ad una metodologia che ha alternato a momenti di lezione frontale riflessioni di gruppo in cui si è lavorato insieme sui temi via via proposti.
Si è partiti dall’analisi di concetti generali quali organizzazione, cambiamento, partecipazione, cercando di riflettere su quanto e come essi incidano nelle differenti associazioni presenti al corso. Il discorso si è quindi spostato sui temi dell’accoglienza, per il quale siamo stati chiamati a provare a codificare un percorso condiviso per i nuovi volontari all’interno delle nostre associazioni, e dell’appartenenza.
Per quest’ultimo siamo stati guidati da un modello concettuale che costruisce e definisce l’appartenenza del volontario secondo diversi livelli- individuale, organizzativo, relazionale, comunitario-territoriale e simbolico che, in quanto legato al senso, include e rinsalda tutti i livelli.
Attraverso i lavori di gruppo si è giunti ad una sintesi dell’idea di appartenenza come cura di una serie di elementi e di azioni tra le quali restituire valore al tempo del volontario che ha scelto la nostra associazione alla ricerca di un perché e che non vuole essere fatto sentire come una presenza passiva e creare un clima di seconda famiglia che trasforma il dovere nel piacere di stare insieme. Nei lavori di gruppo sono stati analizzati i principali indicatori di successo e di perdita del senso di appartenenza e si è giunti all’individuazione di alcuni segnali chiave di crisi: il volontario si sente inutile e poco riconosciuto, sente l’associazione lontana, vive il gruppo come uno spazio non più accogliente vedendo ridimensionato se non annullato il proprio positivo impatto sociale. In sintesi vengono contemporaneamente a mancare il perché causale e quello finale. L’appartenenza è un bene prezioso da coltivare per evitare che il volontario smetta di “sentirsi parte” riducendosi ad un nome in una lista di iscritti.
Quello di appartenenza del volontario è dunque un concetto fondamentale intorno al quale ruota lo stato di salute di un’associazione.
Durante l’ultimo dei cinque incontri si è parlato dei principali momenti di crisi di appartenenza e delle possibilità di correzione di rotta da parte del gruppo attraverso l’immagine dinamica del volo degli stormi impiegata come metafora di un’organizzazione di volontariato. Essa è considerata come un corpo vivo formato, come lo stormo, da sottogruppi che lavorano in maniera autonoma in azioni diverse ma connessi ed uniti da un comune obiettivo, un corpo che si muove nonostante perdite di ritmo, turbolenze interne (crisi gestionali), smarrimento della rotta (crisi di valori e di identità). Oltre le singole dinamiche che creano disequilibrio il gruppo-stormo mette in atto le proprie capacità di riallineamento-cura attraverso una approfondita riflessione su su stesso che lo porta al superamento della perdita di coordinazione vissuta anzi come un’occasione per crescere proseguendo ancora più unito nel proprio cammino. La cura del volontario si inserisce proprio in queste dinamiche dove disallineamento e crisi sono momenti di rottura parziale anche funzionali, se si vuole, alla ripresa della rotta collettiva.
Al termine dei lavori ci siamo dati appuntamento tra sei mesi con l’obiettivo di provare a realizzare un cambiamento, una piccola evoluzione, al fine di migliorare la cura dei volontari all’interno di ciascuna delle associazioni di appartenenza.
Frequentando il corso sono riuscita a vedere alcuni aspetti della nostra associazione che sfuggono, il più delle volte, mentre si svolgono le attività. Già a metà corso un nutrito gruppo del nostro circolo si è ritrovato per elaborare alcune riflessioni su ciò che siamo e che facciamo e di recente abbiamo fissato un calendario di incontri per metterci meglio a fuoco e valutare la possibilità di migliorarci. Famiglie in cammino è un’associazione dove si lavora su più fronti, animata da persone molto attive e ricche di spirito di iniziativa.
Alla luce di quanto appreso durante i cinque incontri del corso ritengo che si potrebbe provare a migliorare il coordinamento tra le nostre diverse anime, includendo la relazione con il gruppo storico dell’associazione, in vista della ricerca e dell’inserimento di qualche nuovo volontario/a.
Roberta Brunati, socia e volontaria Circolo Acli Famiglie in Cammino
Recapiti ACLI Como
Via Brambilla 35, 22100 Como
Tel: 031 33 127 11
E-mail: como@acli.it
Orari
Lunedì - Venerdì
9.00 - 12.30 / 14.00 - 16.00
Si riceve su appuntamento












