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Campagna Pace Lavoro Dignità: 1 Maggio

Maggio 2026

 

 

Questo periodo ricco di significati civili, culturali, sociali e associativi è stato aperto con la nostra presenza alla Festa della Liberazione il 25 aprile, celebrato nei propri paesi e in Piazza a Como con le autorità civili. Il giorno successivo una delegazione di aclisti comaschi era presente a Dongo al presidio antifascista aderendo all’appello con le Acli regionali e nazionali.

Il 1° maggio celebriamo la festa dei Lavoratori, il 2 giugno la Festa della Repubblica, il 9 maggio la festa dell’Europa, il 15 maggio la giornata internazionale della Famiglia.

Dentro queste celebrazioni, le Acli nazionali lanciano la campagna Pace Lavoro e Dignità, Allegato trovate il manifesto.

 

Oggi più che mai osserviamo quanto l’intreccio tra questi tre temi e valori democratici sia fondamentale sia per la vita di ciascun individuo, che per le nostre comunità: le innovazioni tecnologiche, le crisi globali, le pretese di un sistema economico-finanziario sempre più insostenibile mettono duramente alla prova la tenuta di queste tre sfere essenziali per l’espressione e la crescita di ogni essere umano, nonché per la coesione e lo sviluppo della nostra società.

Come associazione di promozione sociale non possiamo e non vogliamo arrenderci ad un presente che sembra voler mettere in scacco la pace, il lavoro e la dignità e occultarne l’importanza.

 

Per la nostra associazione il Lavoro è una fedeltà e da ottant'anni è una di quelle dimensioni su cui stiamo perché sentiamo che lì si gioca una parte decisiva della dignità delle persone, della qualità della vita delle famiglie, della tenuta delle comunità e anche della possibilità di immaginare il futuro.

Per noi oggi parlare di lavoro significa tenere insieme molte cose: equivale a parlare di diritti e di tutele, di orientamento e formazione, di salari e lavoro povero, di giovani che faticano a entrare nel mercato del lavoro e di adulti che rischiano di esserne espulsi. È anche parlare di cura, di conciliazione, di migrazioni, di competenze, di salute, di casa, di pace. Si concretizza, soprattutto, nel provare a leggere ciò che accade senza semplificare troppo, restando vicini alle persone e ai territori.

Il nostro sistema associativo prova a rispondere a tutto questo: con il Patronato che tutela i diritti di lavoratori e lavoratrici, accompagna nelle pratiche, nelle dimissioni, nella NASPI, nella verifica del TFR, nel controllo delle buste paga, nell’informazione sulle condizioni di lavoro.

Il servizio Lavoro domestico coadiuvato dai volontari di Acli Colf, che aiuta le famiglie nel lavoro di cura. Il CAF incontra le famiglie nei passaggi concreti della vita economica e fiscale.

I nostri centri ENAIP   che propongono validi percorsi ai ragazzi per la qualificazione professionale nonché altre possibilità di proseguimento.

Gli sportelli Acli Rete lavoro, che offrono orientamento, supporto nella ricerca di occupazione, aiuto nella stesura del curriculum, accompagnamento nelle candidature e nelle relazioni con i Centri per l’Impiego.

I servizi e la formazione attraversano tutto questo e sono il modo con cui proviamo a dare profondità al nostro agire.

 

Oggi osserviamo cambiamenti molto forti nel mondo del lavoro: cambiano le competenze richieste, cambiano i linguaggi, cambiano le aspettative, cambiano i valori che orientano le scelte professionali dei giovani.

Emergono con forza il difficile incontro tra competenze richieste e competenze disponibili, la precarietà, i salari insufficienti, il lavoro povero.

 

Abbiamo capito che c’è un gran bisogno di mediazione transculturale e di educazione finanziaria, di attenzione e aiuto ai soggetti che si sono indebitati e che pensano di non fargliela, di luoghi e di relazioni in cui le persone possano provare a immaginarsi, a sbagliare, a ripartire.

E abbiamo provato a stare qua dentro con il Progetto “RIPARTO”.

 

Dentro questa visione sta tutto il peso del rapporto tra pace, lavoro e dignità.

Un tema che ci interpella profondamente. E ci interroga a partire dalle tutele dei lavoratori, dalla difesa del lavoro, dal valore delle competenze industriali, della vita concreta di tante famiglie.  Ma ci interroga anche sulla responsabilità sociale delle imprese, sulle scelte produttive, il posizionamento etico, per capire meglio quale economia vogliamo sostenere e su quale idea di pace vogliamo costruire.

Ce lo diciamo: serve attivare un processo di partecipazione e pedagogia comunitaria, per un discernimento serio, capace di tenere insieme giustizia, lavoro, pace e futuro.

 

Sentiamo quanto sia difficile mettere a fuoco tutto questo.

La nostra forza, per quanto possiamo esprimerla forse non sempre al meglio, sta proprio nell’intreccio tra servizi, associazione, volontariato, formazione, tutela, cultura e presenza.

Ci proviamo!

 

Con un sentito ringraziamento per il grande lavoro nelle Acli da parte di tutti: dipendenti, collaboratori, dirigenti, volontari, amici e sostenitori, sentiamoci uniti e responsabili per ciò che mettiamo in campo ogni giorno e allora auguriamoci: BUON 1° MAGGIO 2026!

 

potete scaricare qui il Manifesto delle Acli nazionali.

 

 

Marina Consonno, Presidente ACLI COMO