Giorgio Cavalleri: la traccia di una vita
Gennaio 2026
Giorgio Cavalleri ha lasciato nella giornata del 7 gennaio, a 85 anni, la sua Como, la sua "casa sullo stadio" - come nel titolo di uno scritto aveva voluto descrivere la Novocomum - e la compagnia degli amici di tanto suo impegno pubblico, sociale e culturale nei mondi del cristianesimo sociale.
Era nato nel 1940 in una famiglia della piccola imprenditoria comasca del settore tessile e tessuti con la sede produttiva in Albate e da questo mondo aveva derivato l'interesse per i temi della formazione professionale sino ad essere coinvolto, appena ventenne, nella costituzione del Centro di formazione professionale di Cantù, intitolato, come Ente professionale delle Acli, ad Achille Grandi.
Come in un domino segnato dal destino, e secondato dalla volontà, a lui sarebbe toccato - "Sei il piu giovane.." - accompagnare all'intitolazione Maria Crovato Grandi, vedova del fondatore delle Acli.
Il suo interesse per l’istruzione e la formazione professionale prosegue attivamente tanto, che nel 1972, viene chiamato presso l’ENAIP regionale e ne diviene Presidente nel 1980-81.
L'interesse prima, la passione poi, per la storia del movimento dei lavoratori cristiani, delle Acli - che non ha mai abbandonato - , e della figura di Grandi sorgono e colgono questa occasione e poi si ampliano verso lo studio della storia tutta: dei territori di Como e del periodo resistenziale.
Nel corso dei decenni i titoli delle sue ricerche volgono sui nomi "del Neri e della Gianna", sulla figura di un vescovo comasco quale Teresio Ferraroni, sulle vicende del carteggio (scomparso) tra Churchill e Mussolini, sulla realtà albatese, ora narrata in forma di racconto, ora per ricognizione alla sepoltura di giovani militari "nemici" della I guerra mondiale composti in quel cimitero. Molto è edito nelle collane di Nodo Libri.
E mentre la professione seguita nell'impresa di famiglia, accade che anche il sindacato - la Cisl nella fattispecie - gli proponga un ruolo regionale per la formazione professionale nel proprio ente formativo, lo IAL.
L'impegno nelle Acli comasche diventa, a quel punto, più direttamente politico: più volte nel Consiglio provinciale aclista e nella Presidenza, vicepresidente provinciale, vicepresidente dell’Istituto storico “Achille Grandi “ delle Acli nazionali, Giorgio Cavalleri è un punto di riferimento del Centro culturale "Don Milani" di Como e delle sue attività per il quale determina e realizza linee editoriali e contribuisce a convegni, seminari, corsi teologici.
L'attenzione per la Chiesa e per le figure che ne sono testimoni intreccia interviste a vescovi - per testate quali Famiglia Cristiana, Jesus e Rocca: ancora a Teresio Ferraroni ma anche a Helder Camara - e studi che si intrecciano con la sua passione per il confine verso il mondo slavo (la figura di padre Leopoldo Mandic) e verso il mondo germanico (e di nuovo resistenziale: Dietrich Bonhoeffer: per le Edizioni Paoline.
Dall'incontro tra sguardi al Friuli, terra di Como e passione per il cinema nasce il testo su Alida Valli (Maria Laura Altenburger all'anagrafe) mentre più volte il suo abitare con Elisabetta e con la loro amata figlia Marina nella Novocomum, lo porterà a scrivere di architetture del razionalismo comasco e ad organizzare iniziative di conoscenza di quei monumenti.
Non a caso insignito dell'Abbondino d'oro nel 2012, Giorgio Cavalleri lascia dunque oggi, dopo una malattia che lo ha tormentato a lungo, una città che così diventa più povera ed un mondo culturale ed un'area associativa - le sue Acli, soprattutto - che ne piangono il ricordo. Si è spenta un'intelligenza sociale della storia e una presenza di peso storico nella società.
Renzo Salvi, giornalista, aclista.
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