Il referendum che ha sorpreso tutti: vince il NO, vince la Costituzione
Aprile 2026
L’esito del referendum è stato una quadrupla sorpresa. Impreviste. Gli esperti, non solo i politici, prevedevano una bassa partecipazione invece ha votato quasi il 60% degli elettori. Il SI’ è sempre stato dato per favorito e solo negli ultimi giorni si era iniziato a parlare di risultato in bilico per pochi decimali, invece, il NO ha vinto di molte lunghezze. Lasciando tutti basiti, soprattutto gli “esperti” e, naturalmente il Governo.
Col passare dei giorni, qualche valutazione del risultato ha cominciato a chiarire la situazione. Intanto, altra sorpresa, il NO ha stravinto al Centro e nel Sud Italia. Per il Centro si poteva prevedere, perché considerato “di sinistra”, per il Sud sicuramento imprevisto: è sempre stato considerato un bastione sia per Forza Italia che per Fratelli d’Italia. Ultima sorpresa i giovani. Si pensava fossero fuori e estranei ormai ai riti democratici, invece sono andati a votare e, a larga maggioranza hanno votato NO.
E questo nonostante che il testo referendario, un po' al solito, fosse praticamente incomprensibile. Ed anche in questo caso, si deve dire che è divenuto un po' più comprensibile perché un gruppo di privati cittadini, pochi mesi prima della data del referendum, ha raccolto le oltre 500.000 firma sufficienti a modificare il testo del referendum. E forse questo è stato il fatto che ha cambiato tutto il quadro della situazione. Per una questione molte semplice, ed anche tecnica, che però gran parte dei cittadini hanno capito: si è fatto conoscere quali erano gli articoli della Costituzione che venivano messi in discussione. Ricordiamolo, nella proposta del Governo passata in Parlamento non erano minimamente citati.
Sì, in quel momento si è capito più chiaramente che quello che era in gioco era una modifica sostanziale della Costituzione Repubblicana. Possono aver influito anche le stupidaggini elargite dai rappresentanti del Governo, con la Presidente in testa. La destra è sempre stata “professionista della paura” e gli attacchi ai giudici giocavano su questo aspetto: attenti che se non cambiamo il modo di operare attuali dei giudici, i delinquenti vincono. Ed uno dei temi che in questi ultimi anni abbiamo sempre affrontato, soprattutto dalla destra, è stato quello della “invasione” dei migranti richiedenti asilo. Che è sì un problema, ma che forse va affrontato in un altro modo.
Che la situazione fosse un po' confusa è dimostrata anche dalle valutazioni fatte, dopo i risultati, dal Governo e dalla destra. Sono state loro a dire che “ha vinto la paura del cambiamento”. Possiamo dire che, sì, c’è stata qualche preoccupazione, dovuta al fatto che mettere mano alla Costituzione è cosa delicata e, preferibilmente, da fare con larghe convergenze. Non con la decisione di un piccolo gruppo. Oltretutto, da qualcuno (ma anche da noi) era state detto ben chiaramente che un miglioramento vero del funzionamento della Giustizia poteva essere fatto con leggi ordinarie, senza andare a toccare la Costituzione. Ma a questa domanda (perché non avete fatto una legge ordinaria?) i proponenti non hanno mai risposto.
Ed allora una risposta in positivo indubbiamente c’è: si è difeso la Costituzione Repubblicana, contro il rischio di progressive modifiche “di parte”.
Ultima riflessione, importante. Finiamola di prendere in considerazione solo i comportamenti dei partiti, di quelli della maggioranza e di quelli dell’opposizione. Nel nostro Paese c’è, abbastanza viva e vegeta anche una società civile formata da cittadini “associati” che si mettono insieme per affrontare con la loro presenza e la loro gratuità i problemi delle nostre comunità. Non sono, generalmente, persone ricche (come taluni al potere) ma sono una ricchezza per la nostra società.
La Costituzione può essere migliorata in alcune sue parti, ma a due condizioni: senza metterne in discussione i principi (il primo è quello del valore e della dignità di ogni uomo) e lavorando insieme, con ascolto e rispetto reciproco, perché nessuno ha la verità in tasca e la Costituzione è di tutti: è il nostro Patto sociale. Quindi, i professionisti della politica, si vadano a leggere con attenzione gli atti della Commissione dei 75, che fu la vera fucina da cui nacque una Costituzione che ha messo al centro non lo Stato, come nei regimi fascisti e comunisti, ma il valore e la dignità di ogni persona. E questo grazie anche al contributo, fondamentale a mio parere, dei cattolici democratici.
Naturalmente questi sono giudizi personali.
Beppe
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