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La formazione per Achille Grandi

Dossier Settembre 2026

Dall’impegno sociale e formativo di Grandi passando per le esperienze educative del ‘900 fino all’ Enaip. Un percorso che mette al centro dignità, lavoro e comunità

Achille Grandi è profondamente convinto che attraverso lo sviluppo dell’organizzazione professionale e dell’educazione la classe lavoratrice possa finalmente arrivare ad occupare degnamente il posto che le compete nella società e nelle istituzioni statali. Organizza e partecipa ad incontri di coordinamento, a corsi di formazione dei gruppi dirigenti del movimento cattolico, in Italia ed all’estero 

C’è un insegnamento che Grandi raccoglie dal suo lavoro nella Direzione Diocesane che, in un certo senso, anticipa Don Lorenzo Milani. Don Milani fa la sua prima esperienza di insegnante a Calenzano, periferia operaia di Firenze, riempiendo l’aula di giovani operai, con l’obiettivo di dare loro maggiore parole e dignità nelle fabbriche. Poi viene inviato a Barbiana, dove non ci sono fabbriche ma sparsi casolari contadini. E allora raccoglie e porta a scuola, sempre per dare loro parole e dignità i figli dei contadini. 

Ecco, Grandi, molti decenni prima, segue la medesima strada: dove lo porta la vita, lì costruisce relazioni e opera per formare le persone che incontra: le giovani operaie del tessile comasco e della Valtellina, gli operai delle fabbriche monzesi. Ma non si limita agli iscritti. Si pone anche l’obiettivo far crescere l’organizzazione nel suo complesso, cioè l’unione delle federazioni locali e di categoria in organizzazione maggiori, solide economicamente e in grado di aiutare e sostenere le lotte locali. E questo obiettivo richiede anche la formazione e la crescita delle classi dirigenti. Applica e chiede di applicare metodi di formazione adeguati, tenendo conto della realtà vissuta, favorendo la partecipazione ed il confronto. Non si può parlare, allora, di formazione professionale; Grandi pensa che i lavoratori debbano avere competenze professionali ma anche conoscenze e capacità per individuare ed approfondire i problemi centrali del lavoro e proporre delle soluzioni.  

 Oltre a “fare direttamente formazione” il suo ruolo gli permette di “formarsi” continuamente: sviluppa contatti a livello nazionale ed europeo per trarre idee e spunti per la propria azione; sarà presente a tutte le settimane sociali dei cattolici che si svolgevano sia in Italia che in altri paesi europei. Nel 1913 sarà relatore alla settimana sociale dei cattolici svizzeri a Mendrisio.   

Grandi si pone anche il tema della crescita delle organizzazioni, e questo significa definirne e renderne disponibili le risorse economiche, il coordinamento e le sinergie tra il livello territoriale e quello verticale professionale e, nel contempo, richiede un ruolo attivo di guida e di supporto, delle Confederazioni. 

L’altro dato fondamentale per Grandi è la sua fede cristiana, che si forma in gioventù nell’oratorio di San Bartolomeo in Como, ma che poi rientra, per lui, nella dimensione piena di ogni credente. E’ fermamente convinto che i cattolici non potranno mai rinunciare alla salvaguardia della coscienza religiosa e sociale dei lavoratori cristiani, per prepararli moralmente e tecnicamente ai problemi del lavoro “portandovi la loro preparazione e competenza illuminata dai principi sociali della Chiesa”. 

La cosa abbastanza incredibile è che, nel suo lavoro organizzativo dell’Ufficio Diocesano, Grandi percorre l’intera diocesi per incontrare sacerdoti e laici. Allora, agli inizi del ‘900. Come esempio, troviamo un suo resoconto di una settimana di incontri in Valtellina. Questa è la seconda base della sua formazione: all’esperienza del mondo del lavoro si aggiunge quella dell’incontro con le diverse comunità della Diocesi di Como. Molte ed anche differenti, perché avevano caratteristiche sociali ed economiche diverse: dalla città e dal circondario comasco, pieno di imprese tessili innestate in un’area di agricoltura contadina povera perché non irrigua, ai paesi del lago e delle montagne, zone prevalentemente agricole e di emigrazione stagionale, soprattutto verso la Svizzera. È, quindi, nella relazione diretta con le persone delle comunità ecclesiali ed operaie della Diocesi che Grandi si forma e costruisce un proprio metodo di lavoro sociale. 

C’è una sorta di continuum nella sua esperienza di vita che si potrebbero definire in un concetto unico: margini che diventano centro. Realtà marginali che vengono assunte pienamente perché lì vivono delle comunità, che si possono integrare all’interno dei movimenti più grandi. Avviene per il territorio, ma avviene anche per il lavoro. Non a caso, mentre il sindacalismo socialista nasce sul proletariato professionale, soprattutto maschile, il sindacalismo bianco di Grandi inizia nell’organizzazione delle lavoratrici delle fabbriche tessili e dalle periferie della Diocesi. 

 

Giorgio Cavalleri, la scuola Achille Grandi e l’Enaip Lombardia 

Con l’approvazione della L. 25/1955 anche a Como, come Enaip, si avviano i corsi complementari per apprendisti, con Luigi Grisoni come Direttore e Giorgio Cavalleri – aclista, giornalista, storico della Resistenza – come docente; vengono coinvolti, ogni anno, 2.000 giovani, realizzando i corsi in una quarantina di comuni sul tutto il territorio della Provincia di Como, anche in piccoli comuni montani. E viene lanciato il “Giornale degli apprendisti”: dal 1960 al 1964 ne uscirono 20 numeri, diffusi per abbonamento non solo nel comasco ma nell’intera rete nazionale dell’Enaip. Un Giornale tutto dedicato agli apprendisti che diventa un modello da imitare, con interventi sul tema del lavoro, ma che narrava anche quello che stava avvenendo nel mondo in quegli anni: le prime esperienze europee, la nuova Presidenza Kennedy, la corsa verso lo spazio e l’innovazione tecnologica, Papa Giovanni XXIII ed il Concilio Vaticano II, il nuovo Papa Paolo VI.  Ma che faceva anche cultura civica, raccontando della storia dell’Italia e della formazione della Repubblica.

Nel 1961, Luigi Grisoni e Giorgio Cavalleri, per sviluppare ulteriormente l’esperienza fatta nei corsi per apprendisti con Enaip, pensano all’istituzione di una Scuola Professionale. Questa proposta viene ritenuta impegnativa dai dirigenti delle Acli comasche. A questo punto Luigi e Giorgio trovano altri partner e vanno avanti da soli. Così nacque, a Cantù, la Scuola Achille Grandi. Giorgio raccontò poi che avevano firmato 37 cambiali da 100.000, una cifra non disprezzabile allora. Anche qui c’è qualcosa che unisce Achille Grandi a loro due: la giovane età. Luigi Grisoni ha 24 anni e Giorgio Cavalleri 21. 

All’inaugurazione della nuova scuola Luigi e Giorgio invitano la vedova di Achille Grandi, Maria Crovato (la “signora Maria”). Giorgio Cavalleri terrà i rapporti con lei fino alla sua morte e ebbe in regalo, – con grande commozione, raccontò – tutto quello che le restava, libri, foto, documenti del marito. 

Per tutti gli anni ’60 nella Scuola Achille Grandi di Cantù verranno fatti corsi professionali serali di computisteria, stenografia, di lingua (inglese, francese, tedesco). Nel 1972, con l’approvazione della legge nazionale sulla FP e di quella della Regione Lombardia, Luigi e Giorgio cedono la gestione dei corsi all’Enaip. Si avviano i primi corsi diurni di formazione professionale finanziati dalla Regione Lombardia.  La Scuola Achille Grandi, da allora, è stata una presenza importante nella città di Cantù ed un servizio fondamentale per il tutto il settore del Legno-Arredo della Brianza comasca e milanese. 

La situazione attuale del CFP gestito da Enaip Lombardia: una continuità sempre più aderente ai tempi ed ai cambiamenti del mondo del lavoro.  Con il cambiamento industriale e artigianale nei processi produttivi 4.0 e un territorio specializzato nel design – legno arredo, Enaip Cantù ha realizzato un campus innovativo per rispondere alle nuove necessità di studenti, lavoratori e imprese. Il campus attuale si sviluppa su un’area di oltre 4.000 metri quadri e comprende Enaip School (formazione in sede e online), Enaip Factory (laboratori) e Enaip Lodge (alloggi per studenti e studentesse).  La metodologia adottata è “learning by doing” (ovvero imparare facendo), con docenti e professionisti provenienti dal settore legno-arredo e design e dall’ambito food.  In tutti i percorsi formativi per i giovani si svolgono dei tirocini formativi nelle aziende; le aziende partner sono oltre 300.  Frequentano i corsi di FP del CFP Achille Grandi, mediamente oltre 300 studenti ogni anno; sono prevalentemente giovani che provengono da famiglie popolari, con una significativa quota di ragazzi stranieri. A questi vanno aggiunti i 600 adulti partecipanti ai corsi di formazione continua di aggiornamento e riqualificazione. 

 

Beppe Livio: Consulente per cooperative e organizzazioni di Terzo Settore e già Presidente Acli Como