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Progetto “RigeneraBene”, l’uso sociale dei beni confiscati per una rigenerazione urbana

Novembre 2025

Rigenerare spazi, ricostruire comunità, restituire valore ai territori: è l’obiettivo di “RigeneraBene”, il progetto dell’Università dell’Insubria dedicato all’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Un percorso che mette in dialogo istituzioni, magistratura, amministrazioni locali, università e associazioni, con un’attenzione particolare ai ragazzi in una dimensione educativa e alla partecipazione civica, per un momento di confronto e approfondimento sulle forme della rigenerazione urbana e sulle esperienze concrete di gestione dei beni comuni e confiscati.

Promosso dai Dipartimenti di Economia e di Scienze teoriche e applicate dell’Università Insubria, il progetto ci vede partner come ACLI COMO e come Enaip Como.

Il progetto complessivamente si sviluppa in diversi momenti, e si pone i seguenti obiettivi:

- Sensibilizzare la cittadinanza sul valore dei beni confiscati alle mafie e promuovere il loro recupero e riutilizzo a fini sociali ed economici per il territorio a cui vengono restituiti;

- Informare gli studenti sui beni confiscati alle mafie, il loro valore e le possibilità di rigenerazione urbana e sociale;

- Sviluppare negli studenti competenze di analisi, problem solving e pensiero critico;

- Promuovere la cultura della legalità e la partecipazione attiva degli studenti (percorsi di PCTO, Educazione civica e Orientamento), e dei cittadini.

 

Venerdì 21 novembre 2025, dalle 9.30 alle 13.30, l’aula magna del Chiostro di Sant’Abbondio a Como ha ospitato il primo incontro, alla presenza dei ragazzi di alcune scuole superiori e anche delle 2° di ENAIP COMO, accompagnate dalle docenti Rigamonti Federica e Sandra Bernasconi.   Ricordiamo il grande coinvolgimento di Enaip l’anno scorso con la progettazione e stesura della costruzione dell’idea progettuale della ricostruzione di Cascina Tavorella, a cui è stato assegnato il primo premio.

 L’incontro, moderato da Elena Mognoni, ha visto la partecipazione di Alberto Fontana, assessore alla Legalità e Lotta alla Mafia del Comune di Como, Giuseppe Molteni, assessore del Comune di Cantù, e l’importante e appassionato intervento del sostituto procuratore della Repubblica Pasquale Addesso. Sono seguiti interventi dell’amministratore giudiziario Luca Corvi, seguiti dalle testimonianze di don Giusto Della Valle con Sandro Corti sul caso della Cascina Tavorella e di don Massimo Mapelli con Elena Simeti dell’associazione «Una Casa anche per te». Ha concluso Stefania Barile, coordinatrice del Tavolo interdipartimentale «RigeneraBene, che ha lanciato la prosecuzione del progetto nell’anno.

Uno dei punti cardine della lotta alla criminalità organizzata è il recupero a fini sociali dei patrimoni accumulati grazie alle attività malavitose. L’attività di valorizzazione e restituzione alle collettività dei beni confiscati presenta diversi aspetti critici, pertanto è necessario tenere aperte le strade anche che portino alla revisione di alcuni aspetti del procedimento di gestione dei beni confiscati e all’introduzione di misure per favorire la continuità e la tutela dei posti di lavoro nelle aziende sequestrate.

 La Lombardia è la quinta regione italiana per numero di beni immobili confiscati alla criminalità. Como è tra le province lombarde più contaminate dai fenomeni mafiosi.

Le previsioni basate sui provvedimenti di sequestro dei tribunali portano a concludere che questo fenomeno si amplierà anche nei prossimi anni.

 

Come Acli Como e Enaip Como abbiamo accolto questa opportunità di coinvolgimento di questo progetto perché crediamo che le nuove generazioni abbiano un ruolo fondamentale nella costruzione di un futuro più giusto e inclusivo e siamo convinti che questo progetto possa garantire quel legame intergenerazionale protensivo funzionale ad alimentare l’impegno civile necessario al cambiamento culturale nella nostra società.

 

Marina Consonno, Presidente Acli Como Aps