Home » Laboratorio Sociale » Riforma disabilità, nuove regole in arrivo

Riforma disabilità, nuove regole in arrivo

Febbraio 2026

La riforma della disabilità (d.Lgs. 62-2024) introduce nuovi criteri e modalità di accertamento della disabilità che comportano immediati cambiamenti per le persone e le famiglie che devono presentare una nuova domanda di riconoscimento dell’invalidità civile o l’indennità di accompagnamento. Un cambiamento significativo che ridisegna il percorso di riconoscimento attraverso l’introduzione della valutazione di base unitaria affidata all’INPS e della valutazione bio-psicosociale.

Si tratta di una transizione complessa che richiede strumenti adeguati e soprattutto un dialogo costante tra tutti gli attori coinvolti, affinché la semplificazione promessa non si traduca in nuove barriere per le persone più fragili.

Fino al 31 dicembre 2026 però nulla cambierà rispetto ad ora.  È stato infatti posticipato al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore della Riforma della Disabilità, partita dal 1° gennaio 2025 in nove province italiane, tra cui Brescia per la Lombardia, ora estesa ad altre 11 e poi progressivamente a tutto il territorio nazionale.

A Brescia purtroppo si sono già evidenziate criticità rilevanti con diminuzione e rallentamenti delle prestazioni erogate, inefficienze tecniche nell'invio telematico, ritardi burocratici e difficoltà nella realizzazione dei Progetti di Vita.

 Ad incidere sui rallentamenti sarebbero la mancanza di Commissioni, la carenza di personale e le difficoltà nella presentazione delle domande aggravate dal minore coinvolgimento attribuito ai Patronati, finora punto di riferimento per l’assistenza ai cittadini. Infatti la riforma del nuovo assetto della disabilità cambia il ruolo e le funzioni dei Comitati Provinciali INPS e degli Enti di Patronato con una assenza di questi ultimi nelle primissime fasi del processo ed il conseguente rischio di compromettere l’accesso ai diritti per chi ha maggiori difficoltà informative, culturali ed economiche.

In pratica la nuova certificazione della disabilità in Italia introduce un processo affidato interamente all’INPS che sostituisce i vari accertamenti esistenti (invalidità civile, inclusione scolastica/lavorativa, ecc.) e limita il contributo dei Patronati quando invece è essenziale garantire equità di accesso, accompagnamento informato e supporto ai cittadini nella gestione delle nuove procedure digitali e documentali.

La procedura inizia con la trasmissione in via telematica all’INPS del nuovo certificato medico introduttivo” da parte di un medico certificatore, con tutti i problemi burocratici amministrativi connessi. Successivamente l’INPS gestisce un’unica visita collegiale (con medici INPS, psicologo/sociale e specialista) per la valutazione di base (ICD/ICF) che stabilisce il livello di sostegno necessario, compreso il “Progetto di Vita” e l’accomodamento ragionevole.

Il Patronato sostanzialmente non avrà più accesso all’invio della domanda, ma interverrà solo in una fase successiva con l’invio dei dati socio-economici, venendo così a mancare un supporto competente di accompagnamento delle persone in un passaggio di estrema delicatezza.

 Il d.lgs. 62 ci pone dinanzi una grande sfida a cui nessuno può sottrarsi: è vero che il cambiamento significa rompere logiche consolidate e che la trasformazione culturale e organizzativa richiesta riguarda l’intero sistema dei servizi con la responsabilizzazione di tutti gli attori coinvolti. Tuttavia è necessario, a fronte delle criticità avanzate, mettere davvero la persona al centro: un compito complesso per garantire percorsi di vita effettivamente inclusivi.

 

Stefano Panzetta, Presidente Patronato ACLI COMO