Il fondatore delle ACLI: Achille Grandi, un grande comasco
Dossier Settembre 2026
Achille Grandi, comasco, cattolico, politico e parlamentare, padre costituente, fondatore e primo presidente delle Acli, nonché uno dei padri del sindacato moderno.
Nacque a Como il 24 agosto 1883, all’epoca capitale dell’industria tessile: figlio di operai, iniziò a lavorare all’età di 11 anni ed ebbe modo di conoscere già da bambino le difficoltà e la precarietà della condizione operaia.
Era il primo di quattro figli in una modesta famiglia operaia. Suo padre faceva il “tintore”, ma quando perse il lavoro Achille, appena undicenne, dovette andare a lavorare in una tipografia. A meno di venti anni si distingue come animatore dell’associazionismo sindacale nella città di Como.
Già nel 1905 è tra i fondatori i fondatori della Lega cattolica del lavoro e del giornale La Vita del popolo, che divenne il punto di riferimento dei cattolici impegnati nell'azione sociale.
L’anno successivo, nel 1906, si sposa con Maria Croato che rimarrà sua fedele compagna per tutta la vita. Nel 1908 viene eletto consigliere provinciale e comunale di Como.
In occasione delle elezioni politiche del 1909, favorevole alla presentazione di una lista cattolica, osteggiò la scelta della curia di sostenere il candidato moderato contro quello socialista. Questo fatto e altri che fecero prevalere in seno alla direzione diocesana la sua posizione contraria all'alleanza clerico-moderata, contribuirono al suo licenziamento.
Nel 1014 trovò un nuovo impiego come Segretario della Lega di Monza, proponendosi di perseguire "l'opera di tutela e difesa delle classi operaie e agricole" secondo l'insegnamento della dottrina cattolica. Durante la prima guerra mondiale si schierò su posizioni neutraliste: Achille Grandi fu tra i pochi del Partito Popolare di Sturzo, che aveva aiutato a fondare nella sezione di Monza, che non votarono a favore del governo Mussolini, formato all’indomani della marcia su Roma. Scelse con altri parlamentari (popolari, socialisti, repubblicani e comunisti) la strada dell’Aventino.
Fu segretario della Confederazione italiana dei lavoratori, la CIL dal 1922 al 1926 e deputato nelle file del Partito popolare ma, con l’avanzata del fascismo, Grandi era pienamente cosciente di ciò che attendeva l’Italia in quegli anni, tanto è vero che il 2 agosto 1926 scrisse il suo testamento spirituale.
A 43 anni Achille Grandi si trovò disoccupato, politicamente e intellettualmente. Fu costretto a fare i lavori più disparati: amministratore del Caffè Carminati di piazza del Duomo, del ristorante Biffi e Grande Italia in Galleria a Milano. Furono dieci anni circa di estrema precarietà economica. Intorno al 1940 Grandi prende parte ai primi incontri clandestini tra i cattolici di Milano. Nel 1942 il gruppo di Milano si incontrerà più volte con il gruppo di Roma di Alcide De Gasperi. Da questi incontri nascerà la futura Democrazia cristiana. Dopo il forzato silenzio nel ventennio fascista, ricoprì l’incarico di Segretario della Cgil unitaria dal 1944 al 1946. Negli stessi anni Achille Grandi maturò l’idea di dar vita a quelle che poi, si chiameranno le Acli e ne divenne il primo Presidente nazionale nel 1944, nate con il compito di curare la formazione religiosa, morale e sociale dei lavoratori e la preparazione dei quadri e dei militanti sindacali cattolici.
Partecipò anche ai lavori dell’Assemblea costituente, in cui ricoprì la carica di vicepresidente.
Il 28 settembre 1946 morì a Desio. E’ sepolto a Como presso il Cimitero Monumentale.
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