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Un percorso sulla partecipazione in città

Marzo 2026

Parlare oggi di partecipazione e dialogo può sembrare anacronistico, in un contesto nazionale e internazionale segnato da dinamiche politiche e sociali che vanno in direzione opposta. E se si guarda alla realtà più prossima, quella del Comune di Como, dove operano i circoli ACLI, il quadro non migliora. Anche per responsabilità delle amministrazioni precedenti, si è insediata una giunta civica che ha fatto del leaderismo e del rifiuto sistematico del confronto i propri tratti distintivi.

Nel 2022, durante la campagna elettorale, quattro organizzazioni dell’area cattolica – ACLI, Azione Cattolica, Caritas e Compagnia delle Opere – promossero incontri nei quartieri per offrire ai cittadini strumenti di informazione e discernimento, contrastando l’astensionismo poi rivelatosi decisivo: l’attuale sindaco è stato scelto da un comasco su dieci al primo turno e da due su dieci al ballottaggio. Un dato che, di per sé, dovrebbe orientare l’amministrazione verso un atteggiamento di ascolto e apertura verso la società civile.

La buona riuscita di quell’esperienza ha portato, negli anni successivi, a organizzare ulteriori momenti di approfondimento: lettura dei bilanci comunali, strumenti digitali di partecipazione, analisi di buone pratiche adottate in altri Comuni. Le quattro realtà promotrici hanno poi ampliato il perimetro coinvolgendo Arci, Auser, Legambiente e il Centro Servizi per il Volontariato. Insieme sono stati elaborati documenti tematici – tra cui quello sulla gestione della vicenda dello stadio – e avviati confronti con consiglieri di maggioranza e opposizione, mantenendo come riferimento costante il ruolo dei cittadini nella vita pubblica.

Nel gennaio di quest’anno, una richiesta formale di avviare un percorso strutturato di partecipazione è stata inviata all’amministrazione comunale e sottoscritta da 46 realtà cittadine: associazioni storiche, comitati nati attorno a problemi specifici, organizzazioni attive nel sociale, nell’educazione, nell’ambiente e nello sport. Altre aggregazioni, pur condividendo i contenuti, non hanno aderito per timore di ripercussioni sulla propria attività.

Il sindaco e la sua maggioranza non hanno ritenuto di rispondere.

Alla luce di questo silenzio, le ACLI Cittadine – insieme a molte delle realtà coinvolte – ritengono che un’interlocuzione costruttiva con l’attuale amministrazione sia sempre meno praticabile. Per questo, nei prossimi mesi, lavoreranno per mettere a disposizione della città strumenti di analisi, confronto e progettazione condivisa, con l’obiettivo di riattivare in modo concreto e credibile i processi partecipativi, restituendo ai cittadini la possibilità di incidere sulle scelte che riguardano la comunità.

Giorgio Riccardi, Presidente Circolo Acli Como Centro