Laboratorio Sociale 21 Ottobre 2019

Laboratorio sociale n.8 ottobre 2019

RIFLESSIONE SUL LAVORO DOMESTICO IN LOMBARDIA

Nell’analizzare il settore domestico e di cura proviamo ad osservare alcuni dati forniti dall’INPS comparandoli all’ osservatorio dei servizi e delle associazioni ACLI che si occupano di lavoro domestico.

Si sottolinea che per quanto riguarda la fonte INPS ci basiamo su tabelle pubblicate dal 2015 al 2017  nel NORD OVEST ed in particolare in Lombardia.

QUANTI SONO I LAVORATORI DOMESTICI?

AREA

ANNO 2015

ANNO 2016

ANNO 2017

NORD-OVEST

266.714

260.811

256.819

IL GENERE DEI LAVORATORI DOMESTICI?

REGIONE

GENERE LAVORATORI

ANNO 2015

ANNO 2016

ANNO 2017

Lombardia

Femmine

136.800

135.211

134.771

Lombardia

Maschi

25.206

23.280

21.321

Lombardia

TOTALE

162.006

158.491

156.092

LA  NAZIONALITA’ DEI LAVORATORI DOMESTICI?

REGIONE

NAZIONALITA’

ANNO 2015

ANNO 2016

ANNO 2017

Lombardia

Italiani

25.434

26.359

27.933

Lombardia

Stranieri

136.572

132.132

128.159

Lombardia

TOTALE

162.006

158.491

156.092

LA TIPOLOGIA DEL LAVORO DOMESTICO?

REGIONE

TIPOLOGIA LAVORO

ANNO 2015

ANNO 2016

ANNO 2017

Lombardia

Badante

56.768

57.687

59.305

Lombardia

Colf

105.139

100.732

96.558

Lombardia

Non ripartibili

99

72

229

Lombardia

TOTALE

162.006

158.491

156.092

Esaminando i dati raccolti possiamo in generale affermare che, nell’area Nord- Ovest, il settore domestico e di cura ha subito un calo negli anni e dal nostro osservatorio di Patronato – Servizio MONDOCOLF/INCONTRALAVORO possiamo solo confermare che anche per quanto riguarda le assunzioni e la gestione dei contratti, c’è un leggero ma costante calo.

Ciò potrebbe dipendere da diversi fattori.

Una delle ipotesi che portiamo alla riflessione è la difficoltà ad assumere le lavoratrici per problemi economici da parte delle famiglie, oltre ad un possibile aumento del lavoro nero oppure grigio che in questo settore è sempre presente.

Altra considerazione che possiamo evidenziare con certezza, è che la maggior parte dei soggetti  che svolgono un lavoro domestico sono per lo più donne per cui è possibile dichiarare che prevalgono le quote rosa in questo settore. E’ significativo sottolineare che negli anni si sta riscontrando un aumento delle donne italiane che si avvicinano a questo tipo di lavoro cercandone la regolarizzazione.

Per quanto riguarda l’età dei lavoratori domestici, è senza dubbio evidente che le fasce più giovani della popolazione svolgono in minoranza il lavoro domestico, in quanto poco appetibile. Discorso diverso potremmo fare con le lavoratrici che hanno superato i 60 anni di età in quanto sono in minoranza per l’impegno e lo sforzo fisico che questo lavoro richiede; la fascia di età più rappresentata è sicuramente, quella compresa tra i 45 e i 59 anni.

Questi dati riguardanti il genere, la nazionalità e l’età, lo possiamo anche riscontrare tra le iscritte al CIRCOLO ACLI COLF nel quale in questi ultimi anni abbiamo visto un aumento di partecipazione di donne e di donne italiane che frequentano l’associazione: per informarsi, per formarsi e per proporsi nella ricerca di lavoro.

I dati raccolti fanno emergere sicuramente un quadro dettagliato del cambiamento delle lavoratrici nel lavoro domestico e di cura, portandoci a riflettere sull’importanza del ruolo di chi quotidianamente svolge la professione e di chi si confronta con questa realtà.
Ci rendiamo conto che ancora oggi la famiglia può avere difficoltà nell’affrontare il lavoro domestico su vari fronti come per esempio: la difficoltà di gestire il problema della cura e dell’assistenza, la ricerca del personale adeguato, l’aspetto economico e gli adempimenti burocratici che essi comportano. Viceversa, le lavoratrici manifestano difficoltà nella ricerca di un lavoro in regola, nell’inserimento sociale e nell’orientarsi per conoscere i propri diritti, necessari affinché venga meno la possibilità di un lavoro non contrattualizzato e affinché si  evitino gli abusi a svantaggio delle lavoratrici stesse.

A conclusione possiamo affermare che, in generale, ci sia stata negli anni un’attenzione e una divulgazione della regolarizzazione del lavoro domestico, però ancora oggi molte famiglie incontrano difficoltà burocratiche nell’attuazione della  procedura, che si aggiunge alla percezione che la non regolarizzazione del contratto domestico porti ad un risparmio economico.

Il lavoro svolto dal nostro servizio MONDOCOLF e dal CIRCOLO – ASSOCIAZIONE ACLI COLF è improntato sulla promozione e tutela della legalità che deve essere interiorizzato e divulgato sia alle famiglie (soggetto fragile) sia alle lavoratrici (soggetto altrettanto fragile e vulnerabile).

Paola Monzani, Consigliere provinciale ACLI COMO e presidente Associazione ACLI COLF